NHAZCA presso la giornata studio "Firb – Il paesaggio di una grande strada romana, modello di approccio multidisciplinare per una ricostruzione diacronica applicato alla via Appia al valico degli Aurunci"

(11/05/2017)

Il Patrimonio Culturale Italiano rappresenta una delle maggiori risorse per il nostro Paese. La ricchezza, la grande diversificazione e la coesistenza nei medesimi luoghi di beni archeologici, artistici e paesaggistici rendono il nostro territorio uno dei più noti e interessanti nel panorama mondiale.

La salvaguardia di un tale patrimonio rappresenta quindi un obiettivo strategico, soprattutto in un territorio che sperimenta di frequente gli effetti dei rischi naturali, prima di tutto sull’uomo e le sue attività, ma anche nei confronti dei beni culturali che, per le loro peculiarità, sono spesso caratterizzati da una grande fragilità.

Tra gli elementi più sensibili e vulnerabili del territorio figurano certamente le vie di comunicazione, elemento primario del tessuto sociale ed economico. Quando una di queste vie, rappresenta anche un bene di enorme valore storico-artistico, come la Via Appia Antica, allora l’interesse per la sua difesa non può che aumentare esponenzialmente.

È in questo contesto che si inserisce la giornata studio:

“Firb – Il paesaggio di una grande strada romana, modello di approccio multidisciplinare per una ricostruzione diacronica applicato alla via Appia al valico degli Aurunci”

organizzata dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) e il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC), Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Il progetto di ricerca ha consentito di condurre un'analisi complessa, multi e interdisciplinare, volta alla ricostruzione storico culturale del ruolo e significato di una strada romana nel corso dei secoli in relazione al territorio e ai condizionamenti che esso può aver determinato.

Il progetto punta alla valorizzazione dei percorsi stradali antichi e una prima attività sperimentale è stata condotto sulla via Appia Antica. La via è stata scelta in quanto fu la più importante arteria per il Mezzogiorno, il tramite principale per i collegamenti dall’Italia alla Grecia, al vicino Oriente e all’Africa. Lungo il tracciato della via Appia al valico dei Monti Aurunci, tra Fondi e Itri, è stata individuata un'area campione dove sono stati applicati e sperimentati i diversi metodi di ricerca, lavorando sia settorialmente che in maniera congiunta. Questo è uno dei tratti più impervi e spettacolari del percorso, ove ampiamente percepibili sono le caratteristiche geomorfologiche, storiche e monumentali che lo hanno reso un caso studio emblematico per la comprensione delle potenzialità impresse dalla via al territorio e viceversa in ogni epoca.

Paolo Mazzanti, nel corso della giornata studio, terrà l’intervento “Analisi e mitigazione dei processi di dissesto idrogeologico tramite metodologie integrate per la protezione del sito e la sua fruizione”, in cui illustrerà le attività di rilievo e monitoraggio basate su tecnologie di telerilevamento svolte in collaborazione con il CNR ITABC.